Su piazzetta Toscano

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Sul quotidiano della calabria del 2/1/2010 l'architetto Guido difende Piazzetta Toscano:

L’architetto cosentino difende i suoi progetti futuristi «accolti con entusiasmo in Europa»
«Piazza Toscano, il caos è valore»
L’appello di Guido agli enti pubblici: «Più attenzione per il centro storico»

MARCELLO GUIDO, cinquantasei anni, è l’architetto che ha realizzato a Cosenza alcune opere come“Piazzetta Toscano”(2000), “Edificio residenziale in via de rada”(2006), e l’opera in corso “Torre per abitazioni
Skyline”, l’edificio più alto della città con i suoi ottanta metri.

Sono diversi i suoi lavori sparsi per l’Italia ed in provincia di Cosenza, alcuni dei quali sono presenti anche nella sua città natale, Acri.
Attualmente è il presidente della sezione Calabria dell’Istituto nazionale di architettura.
Nelle prime settimane dello scorso settembre, Guido ha svolto un viaggio in Centro-America:
«Sono stato invitato dalla università San Carlos de Guatemala, la prima università americana per fondazione,
fondata nel 1600, e nell’Università di Quetzaltenango
- spiega -. Ho trascorso quindici giorni in Guatemala, dove ho presentato le mie opere ed ho svolto dei corsi, ed ho partecipato alla settimana dell’architettura centroamericana
dove ho esposto il progetto di Piazza Toscano».
Guido si sofferma sul significato della sua opera, ubicata nel centro storico di Cosenza: «Piazza Toscano
affronta il rapporto di uno spazio architettonico che deve relazionarsi con la città antica e con l’area archeologica presente in quel luogo.E’ però escluso qualsiasi intervento mimetico dell’area archeologica.
Si è voluta negare qualsiasi ideologia del vecchio adagio nostalgico “dove era come era”, dare risalto al disordine ed al caos come valori e porre interrogativi sul futuro». Periodicamente Piazza Toscano presenta dei pannelli di vetro rotti, che sono riscontrabili tutt’ora ormai da diversi mesi.

«Provo un senso di grande tristezza per questo - spiega Guido -. C’è bisogno di più considerazione dei cittadini per il bene comune.Gli enti pubblici dovrebbero porre maggiore attenzione alla manutenzione dei beni della collettività, in particolare per il nostro centro storico. Il giacimento archeologico sotto la piazza non è stato mai ripulito».
Piazza Toscano è stata oggetto di dure critiche da parte di Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte ed assessore alla Cultura del comune di Milano, il quale scrisse nel 2002 un articolo dal titolo “Cosenza violentata dai futuristi”.
In proposito Guido afferma: «Non ebbi nessuna reazione a quelle critiche. I miei premi vinti e le attenzioni del mondo della cultura mi fanno pensare che ho molti estimatori. Il futurismo è stato uno dei miei più grandi amori. Attraversodi esso l’Italia è entrata molto bene nell’ ambito culturale europeo, ma purtroppo è stato poco amato nel nostro paese».
Un’ultima considerazione va alla sua ultima opera in corso di realizzazione a Cosenza, “Torre per abitazioni Skyline”.

Si potrebbe pensare che sia un edificio “ingombrante”, più grande rispetto all’altezza media delle costruzioni
della città.
Guido risponde: «E’ un progetto utile a ridisegnare un contesto urbano di periferia. Penso che siano ingombranti
gli edifici che su un lotto di 2000 metri quadrati ne costruiscono 1200 con una copertura che supera il
50%della superficie. re Skyline occupa una superficie a terra di 150mq un lotto di 3000mq, poi ci sono giardini e vasche d’acqua sul quale è posto l’edificio, tutto il resto è costruito in altezza».
m. g.

 

Per cominciare quando mai il caos ha rappresentato un valore, in tutte le culture, religiose e filosofiche il caos ha rappresentato la negatività contrapposta all'ordine

Il "recupero" di piazzetta Toscano è stata molto dispendiosa, e ammonta a circa 1.440.000.000 di vecchie lire(oggi 743.697,93euro)

Quella sorta di vetraia diventa pericolosa dopo le piogge che la rendono scivolosa, con il rischio che qualche persona scivoli e addirittura si rompa l'osso sacro, se non peggio, in più una visione attraverso il vetro dei reperti archeologici è inutile per i turisti se non è correllata da efficaci guide che spieghino di che tipo sono a che epoca appartengonoi ruderi storici che si intravedono attraverso i vetri di piazzetta Toscano.

Devono essere messe al più presto telecamere, e quindi attraverso un continuo monitoraggio evitare continui vandalismi, e successivi ripristini evitando quindi non solo che la questione sia il classico cane che si morde la coda, ma per evitare spiacevoli incidenti come la sassaiola avvenuta un pò di tempo fà a discapito di una scolaresca e dei loro insegnanti.

Per concludere, sarà che le opere di Marcello Guido sono apprezzate in Europa, ma qui a Cosenza, interpellando tutti i turisti di diverse nazionalità mi hanno rivolto tutti la stessa domanda "what is this?" segno forse che non riescono a capire il valore nel caos che l'architetto Guido riesce a vedere, e a questo punto 2 sono le cose, o i cittadini e i turisti sono ignoranti in fatto di architettura,oppure come nella favola dei vestiti nuovi dell'imperatore ci vogliono far credere ciò che non è, ma a questo punto ci ha già pensato il "bambino" Vittorio Sgarbi a gridare a suo tempo che il re è nudo.

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La solita minestra

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Anche a San Giovanni in Fiore i socialisti stanno sempre a menare il torrone

La politica contro la rete

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Berlusconi & co. se non odiano la rete poco ci manca, anche se la sinistra non fu da meno come abbiamo visto nel post precedente, ricordiamo che Berlusconi & co. dall'inizio della legislatura cercarono di:

 

E mentre in Usa si filmano le riunioni tra Obama e i suoi collaboratori e si mettono successivamente su youtube in modo che si attui l'operazione trasparenza promessa dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in Italia si fà esattamente l'opposto, e il cittadino viene sempre più privato del preziosomezzo della rete, solo in base a supposizioni e apologie di reato.

Parabola domenicale

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ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me.(mt 25:43-45)

Nonostante tutto padre Fedele non si arrende, e ricomincia la sua opera di aiuto per i poveri.

Dionesalvi vs. Perugini

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OPERAZIONE CULO PULITO

Il vantaggio di avere un Sindaco che non fa niente. "OPERAZIONE CULO PULITO". Esultiamo, a Cosenza ogni anno si svolge una magnifica festa del cioccolato.

di: Claudio Dionesalvi

La classe politica italiana si divide. Da una parte quanti sniffano, rubano, fanno sesso matto. Dall’altra quelli che invece brandiscono uno stile di vita più sobrio. A Cosenza possiamo stare tranquilli. Perugini ha le mani pulite. Di solito, infatti, se le sporca solo chi fa qualcosa. Questo sindaco non fa niente. Quindi non ha nulla da temere. Grande manovratore partitico, pessimo amministratore del bene comune, persino quando la sua giunta combina guai, riesce a fingersi estraneo ai fatti. Nelle situazioni critiche, lascia sempre intendere che non è stato lui a decidere. Non si insudicia. E anche quando gli capita di farlo, corre subito a lavarsi le mani, concedendo ai compari della sua comitiva il privilegio di tirare lo scarico e scaraventare le istanze dei cittadini nella cacca. Un po’ di esempi concreti? Osserviamo la città in un piano sequenza, partendo dal basso. Al di là delle promesse, il Comune sinora non ha aumentato la quantità d’acqua che sgorga dai rubinetti lacrimanti delle nostre case, perché per ammodernare la rete idrica, bisognerebbe prima scavare. E perché mai infilare le mani nella nuda terra? Tra poco ci penseranno i privati a papparsi la proprietà della nostra acqua per farcela pagare cara e amara. Palazzo dei Bruzi non ha realmente affrontato, né tanto meno risolto, l’emergenza rifiuti. Non ha neanche speso i soldi che gli erano stati destinati dalla Regione per avviarla. Il probabile riassorbimento dei lavoratori della Valle Crati in Ecologia Oggi, ottenuto grazie ad una lotta lunga e tenace, non allontana il rischio di nuove crisi lavorative ed ambientali. Non c’è una politica di prospettiva. L’immondizia puzza. Meglio lasciare che siano altri a maneggiarla. Chissà che non diventi un’opportunità di riscatto per qualche vecchi@ amic@ del PD?! A proposito, dopo una normale e pubblica gara, l’appalto per la gestione di Città e Biblioteca dei Ragazzi è stato aggiudicato a Promidea e ad una società milanese. E così sono stati buttati fuori sia la cooperativa Interzona sia gli operatori che lavoravano da 14 anni nelle strutture per l’infanzia. Ma siamo sicuri che il bando permettesse ad Interzona di gareggiare ad armi pari? Nel luglio scorso Perugini ed il vice sindaco Ambrogio hanno annunciato che entro settembre l’intera viale Mancini sarebbe stata percorribile. Siamo già a dicembre. Voi riuscite a percorrerla tutta, in automobile, nei due sensi di marcia? E la colpa… ? È chiaro: “ci sono i fiumi sotterranei!” Nei cortili delle parrocchie e dei condomini spuntano palazzi… “la responsabilità è dell’Aterp”. Il traffico automobilistico in alcune ore è allucinante… “la colpa è dei Cosentini che non sanno guidare”. Strade e marciapiedi sono sporchi e ricoperti di buche… “dipende dalla pioggia e dalle cooperative”. Da un giorno all’altro, le vie centrali sono state imbottite di strisce blu… “Cosentini incivili, camminate a piedi!”. Per la questione del campo rom sul fiume Crati, il Comune aveva dato il massimo, mettendo a disposizione i pullman per deportare gli “zingari”. Che cosa ci può fare Salvatore, poverino, se quelli della questura di Cosenza non sono buoni nemmeno a scrivere un foglio di via? Perugini e la sua comitiva non concludono nulla persino quando sembra che facciano qualcosa di concreto. Basti pensare al cine-teatro “Morelli” che è stato sì ristrutturato, ma è vuoto. Soltanto un avventuriero potrebbe prenderlo in gestione alle condizioni previste da questa giunta. Grandi strombazzate per la riapertura del chiostro dell’ex caserma “Fratelli Bandiera”. Peccato che rimanga un luogo contemplativo, e per pochi! Pare che sarà destinato ad una non meglio definita funzione di “rappresentanza”. Insomma, per vederlo vivere mezza giornata, bisognerà aspettare che da Cosenza passi il presidente della Repubblica. In esecuzione di un vecchio progetto, il museo dei Brettii e degli Enotri è stato finalmente inaugurato. Però, al di là di qualche instancabile operatore culturale che prova a riempirlo di senso, di fatto non esiste una programmazione comunale. E sta già cadendo nel dimenticatoio. Il “Rendano” non è resuscitato nemmeno nel suo centesimo anniversario. La Casa delle culture è sparita dalla percezione collettiva. Con la scusa della privatizzazione, l’ex deposito ferroviario è stato sottratto alle associazioni. Qualcosa di buono l’avrà pur fatta? Sì, effettivamente, questo primo cittadino sarà ricordato perché durante il suo mandato si è svolta un’ottima festa del cioccolato. Sul piano più strettamente politico, Cosenza rimane comunque una città fortunata. Può vantarsi di avere un sindaco buono per tutte le epoche. Perugini avrebbe resistito al tracollo della prima repubblica che si concluse con l’operazione “mani pulite”. Resisterà allo sconquasso della seconda, che si sta chiudendo con l’inchiesta “culi puliti”, scattata dopo l’esplosione del caso Marrazzo. Ecco, siccome perlomeno non risulta che vada a letto con i trans, questo sindaco potrà urlare al mondo intero di essere stato un Sindaco col culo pulito.

Fonte Radio Ciroma

 

Caro Dionesalvi, risponderò a questo tuo articolo, che in fondo ha le sue verità, con una favoletta di Fedro intitolata le Rane, che chiedono un re che potrai vedere premendo mostra

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Solo in parte puoi aver ragione, a come vedo Perugini le cose vorrebbe farle, vedi ad esempio la differenziata, l'ha annunciata mettendoci la faccia, ma poi come mai è finita a schifìo?

Questa non penso sia stata direttamente responsabilità sua ma da attribuire agli amministratori addetti, e allora la domanda nasce spontanea, potrebbe fare un rimpasto, ma servirebbe?

Come faceva Mancini (senior, lontano anni luce da quello di oggi) o Principe che lodo come gestisce Rende, ma che fà orrore al cosentino medio col vezzo del campanilismo saperlo come sindaco di Cosenza SE verranno completati i lavori del viale parco e quindi Cosenza & Rende diventeranno un area unica per così dire.

Per concludere Perugini ha avuto il pregio di far mettere dappertutto telecamere, modello Rende, ma poi se non le attiva sopratutto lasciandole così in zone "calde" o addirittura in zone "bollenti" non si meravigliassero se poi le trovano rotte

The future is now

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The future is now, il futuro è adesso, fatto non solo di tecnologie che sono interconnesse tra di loro, ma grazie alla rete anche di persone che da tutte le parti del mondo comunicano tra di loro senza distizioni di nessun genere (tranne piccole eccezioni che confermano la regola) cioè che nella rete a grandi linee vi èun concetto vero di socialismo, perchè fatto di persone, e non da pochi "eletti" che si arrogano di sapere cosa è bene e cosa e male per gli altri, e non è una cattiva idea proporre la rete per il nobel.

Affari&finanza di lunedì 30 novembre 2009 dedica 2 pagine alla rete e alle nuove tecnologia, riportare successivamente sul sito, l'ì dove in un fururo prossimo si riverseranno, e già molti lo fanno, in rete.

Il primo articolo è di Stefano Carli e si intitola 2010, viaggio nella "Me Society"(premi mostra per vedere)

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Il secondo articolo si intitola lo ‘Yes We Can’ sta diventando ‘Yes We Go’ (premi mostra per vedere)

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Parlando di social network, facebook non solo ha appena varcato la soglia dei 350 milioni di utenti, aggiungendone 50 milioni negli ultimi 2 mesi e mezzo ma Facebook domina davanti a YouTube nelle ricerche Google Italia(Permi mostra per vedere)

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Torniamo a affari&finanza che intervista Andrea Casalini ad di Buongiorno: Numero uno mondiale dei contenuti multimediali

 Mostra ▼

Perugini e i discoli di palazzo dei Bruzi

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Nella giornata di lun 31/11/2009 si è svolto a palazzo dei bruzi di Cosenza il consiglio comunale, il momento cfdlou è stato quando, dopo l'esposizione del sindaco Salvatore Perugini in cui ha rimarcato le difficoltà di un comune che batte continuamente cassa e a cui il governo centrale (Berlusconi) non ha elargito i fondi richiesti, e i consiglieri berlusconiani che da sempre criticano l'operato del sindaco(a volte in modo legittimo) sono rimasti impassibili.

Finita questa esposizione come da regolamento, che ogni buon  politico che occupa una sede istituzionale, deve seguire, si è passato alle dichiarazioni di voto seguendo un ordine prestabilito, e invece un certo consigliere di maggioranza ha deciso indemocraticamente di "saltare la fila" e passare avanti per fare la sdua esposizione in cui chiedeva, alla faccia della democrazia e dei regolamenti(che proprio loro deviono seguire in modo ferreo)5 minuti di sospenzione dopo essere passato avanti "sgomitando".

Ha fatto bene il consigliere C. a mimare di graffiarsi la faccia, questa politica della fallimentare "democrazia rappresentativa" sembra non rappresentare più nessuno tranne pochi e andrebbe chiamato con il suo nome vero: Oligarchia.

Per concludere, caro Giacometto, da una parte ti dò ragione per le tue lamentele durante il consiglio(anche se la scenetta alla Neri Parenti di assentarvi durante l'appello non ha ne capo e ne coda) ma non mi sembra che tu abbia battuto i pugni più del necessario per evitare che questi disastri accadessero, o hai indetto conferenze stampa, o qualsivoglia raccolta di firme:

Giacomo Mancini parla di “fallimento dell’amministrazione citando, a titolo di esempio,

  • il centro storico abbandonato,(iniziative personali anche piccole per rivalutarlo insieme alle sue strutture no, eh?)
  • la cultura fallimentare,(in questo caso le iniziative culturali a livello bipartizan mi sembrano allo stesso livello)
  • la Casa delle Culture chiusa,(Ci siete passati vicino con il cane lupo per vederla chiusa? Comunque nell'era dell'informatica e incredibile vedere che non nascono iniziative o proposte almeno per un alfabetizzazione informatica, su questo era più moderno Mancini senior nonostante fosse l'ottugenario, e cmq vi organizzano ancora al suo interno mostre e conferenze )
  • la Banca d’Italia,(Per quel che ho potuto seguire la vicenda, chiedo, avrebbero potuto fare qualcosa visto che sembrava un ordine calato dall'alto?)
  • il mercato ortofrutticolo,(E mentre si litiga per poltrone, si è mai pensato che questo spostamento ha fatto finire con le terga a terra molti piccoli trasportatori di frutta che non possono arrivare a Montalto?)
  • la crisi occupazionale,(Grazie legge Biagi, famosa legge oggi ti assumo domani ti licenzio, i padroni ringraziano)
  • il Viale parco di cui si annuncia a più riprese la riapertura.(questo ne parlerò più in là)

 

Poi a cosa possono servire i parcheggi se (purtroppo) a Cosenza (sopratutto vecchia) non viene nessuno?

O se vengono girano come anime perdute, visto che pochi palazzi storici hanno in se delle indicazioni(e il tuo non è tra questi.

Oppure si potrebbero fare brutti incontri, sopratutto in zone " calde" e le telecamere, caro Perugini, non mi pare siano di grande utilità se sono spente

Parabola domenicale

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Socrate, Musatti, Prezzolini, Montanelli, Popper, Marx e Zarathustra hanno composto i loro migliori capolavori ad età avanzata.

Nelle loro deduzioni o nei loro scritti c'è la forza travolgente del tuono o delle cascate del niagara, la freschezza di uno schioppo di frusta che sprigioni adrenalina dai pori di una venere ventenne.

Eppure Musatti portava i pannoloni quando scrisse la psiche di cupido.

(Alfredo Iuliano)

 

Questo aforisma è la dimostrazione che la giovane età non è a volte sinonimo di giovane pensiero, ma lo si cerca di spacciare per tale mentre nella realtà è solo un pensiero arcaico mascherato.

Giacomo Mancini ad esempio, anche se ottuagenario riusci a capire agli inizi del 2000, e anche prima che la rete era una realtà in forte espanzione con cui allargare gli ambiti della conoscenza(scopo per cui è nata), e non solo un semplice passatempo, in quell'epoca quindi si crearono corsi e strutture che successivamente la malapolitica fece decadere.

Al giorno d'oggi coloro che si riempiono la bocca parlando di modernità, internet, Obama(l'uomo della rete prima ancora di essere presidente Usa)o non avvallano nessuna proposta e/o azione concreta o essendo ignoranti e/o in malafede attaccano la rete, capitò a me una volta di parlare con il promoter di un consigliere comunale e quasi mi attaccò solo per essermi lamentato sul blog di quest'ultimo che a Cosenza di Fastweb non c'era neanche l'ombra, mentre nelle altre realtà era presente e con esso si viaggiava alla velocita della luce, questa persona disse "cosa dovremmo farcene noi", parabola insegna che prima di votare saggiate queste persone, sennò poi non lamentatevi che le istituzioni le trovate piene di ciucci(e presuntuosi).

Intanto ancora le forze politiche cercano di frenare lo sviluppo della rete, congelando i fondi destinata ad essa, e tenendo ancora in piedi il decreto Pisanu, scrive infatti Federico Mello su il fatto quotidiano del 27 novembre 2009:

Appello a Maroni: “Libera Internet”

Negli ultimi giorni si è parlato molto di banda larga e degli 800 milioni per sviluppare l’infrastruttura tagliati dal Cipe.

Ma ci sarebbe un’altra misura per rilanciare la diffusione di Internet in Italia, una misura che, tra l’altro, sarebbe totalmente a costozero.

È l’abolizione di una norma del decreto Pisanu (pacchetto antiterrorismo) che dal 2005, caso unico nel mondo libero, prevede che bar, internet-cafè, stazioni, aeroporti,enti pubblici, e chiunque intenda offrire una pubblica connessione sia via cavo sia wireless ai propri utenti o ai propri clienti, debba,  prima di tutto chiedere un’autorizzazione alla questura, poi dotarsi di un software (costoso) che registra tutta la cronologia delle navigazioni e, soprattutto, chiedere a chiunque intenda navigare, un documento d’identità.

La misura, prevista per favorire indagini sull’antiterrorismo, risulta un vero e proprio cappio stretto intorno al collo della libera diffusionedi Internet.

Chi ha un bar, per esempio, ancora prima di organizzarsi per adempiere a tutte le disposizionidi legge, rinuncia bellamente a offrire un computer collegato a Internet ai propri clienti; eppure, nel resto del mondo, è del tutto normale controllare la posta elettronica mentre si mangia un panino.

Lo stesso discorso vale per aeroporti e stazioni.

I colossi della Rete, negli Usa, stanno facendo a gara per garantire connettività libera, Google per le festività natalizie offre una rete wi-fi e gratuita in 47 aeroporti.

In Italia, se si deve controllare la posta con urgenza dal proprio portatile o dal proprio telefonino, non si troverà in nessuna stazione e in nessun aeroporto un collegamento gratuito: la procedura è troppo onerosa.

E ci sono anche gli enti pubblici.

Le amministrazioni italiane, dai comuni alle province, che offrono connettività, si trovano ad affrontare problemi
enormi per rispettare il decreto Pisanu.

I cittadini, quindi, si rivolgono nella stragrande maggioranzaai privati, e questo mentre le città “cablate” sono una realtà in tutta Europa.

Come siamo arrivati a questa situazione?

Non lo sa nessuno.

Il viceministro Romani, dice di “non avere mai sentito parlare” di questa norma Pisanu (lo riporta il giornalista
Alessandro Longo sul suo blog
).

Solo la ministra Brambilla si è fatta sentire recentemente: “Il decreto Pisanu, che pure aveva alla base una finalità positiva, ha rappresentato indirettamente un frenoalla crescita tecnologica e alla diffusione dei punti di accesso a Internet” ha dichiarato MVB proponendo di abolire la norma per i turisti.
Ma sarebbe assurdo abolirla per i turisti, e non per i cittadini italiani.

Bisogna aggiungere, inoltre, che le misure del decreto sarebbero dovute durare solo per il 2006.

Poi,senza alcun dibattito, senza alcuna verifica dei risultati conseguiti, sono state prorogate già due volte con il decreto “milleproroghe”(quindi anche dal governo Prodi).

Quest’anno, alla vigilia di un’eventuale e ulteriore proroga, il blogger Sergio Maistrello ha lanciato un appello:“Decreto Pisanu: quest’anno no”.

Adesso l’appello di Maistrello si evolve e diventa: “La carta dei cento”, lanciata da Maistrello assieme ad altre personalità di riferimentoin Rete: Alessandro Gilioli,Guido Scorza e Raffaele Bianco.

La “carta” viene pubblicata oggi sul settimanale l’Espresso ed è già stata sottoscritta da 100 “imprenditori, politici, manager, blogger, giuristi”.

“Si tratta di norme il testo dell’appello che non hanno alcun corrispettivo in nessun paese democratico; nemmeno il Patriot Act Usa, approvato dopo l’11 settembre 2001”.

I limiti sono evidenti: “Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet wi-fi, cioè senza fili.

Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi wi-fi mentre in Francia ce ne sono il quintuplo (…)

Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica,scientifica ed economica del nostro paese”.

E quindi la richiesta:“Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al Parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizionidel decreto Pisanu in scadenza, e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti”.

Ieri Il Fatto Quotidiano ha provato a chiedere a Roberto Maroni, titolare del ministero dell’Interno, cosa intenda
fare il governo.

Non abbiamo ancora avuto risposta.

Ma rimaniamo in attesa.

Il ministro dichiarò nel 2006, a Vanity Fair: “Scarico illegalmenteda Internet perché la musica deve essere libera e accessibile a tutti”.

Speriamo sia favorevole anche alla libera diffusione di Internet nel nostro paese.

I bislacchi progetti dell’amministrazione Perugini

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Ancora un colpo di genio partorito dai cervellotici genialoidi del centrosinistra Pd, dopo la teleferica annunciata e (per fortuna) ancora non realizzata dalla provincia di Mario Gerardo Oliverio, ecco a voi una nuova idea bislacca, che viene stavolta da palazzo dei Bruzi, il sottopasso su viale Trieste, e ne scrive così il quotidiano della calabria del 28/11/2009:

La soddisfazione del sindaco e dell’assessore Ambrogio. Poi si penserà anche a corso Umberto
Un sottopasso per un’isola felice
Sarà realizzato su viale Trieste e consentirà di allungare la zona pedonale

L’ISOLA PEDONALE di corso Mazzini e la vivibilità complessiva del centro cittadino compiono un ulteriore passo avanti grazie alla deliberavarata ieri dalla Giunta municipale, su proposta dell’Assessorato ai Lavori pubblici.

E’ stata infatti approvatala progettazione definitiva, redatta dal Settore Lavori pubblici, dei lavori di realizzazione del sottopasso veicolare di viale Trieste, prima parte di un progetto più complessivo che prevede, in futuro,un secondo sottopasso all’intersezione tra corso Mazzini e corso Umberto.

E’ stata così individuatauna soluzione razionale, e sostenibile anche da un punto di vista ambientale, a più di un problema.
Innanzitutto il sottopasso consentirà il prolungamento dell’isola pedonale, che oggi si ferma a viale Trieste e
che potrà ora proseguire fino a corso Umberto senza “traumi” per la viabilità.

Il sottopasso, infatti, nascerà subito dopo piazza Matteotti (vecchia stazione) e sbucherà appena dopo via
Montesanto, all’altezza della Villa nuova.

In sostanza si bypassa l’incrocio corso Mazzini-viale Trieste e quello, poco più su, viale Trieste via Trento.

In tal modo si otterrà anche il non secondario obiettivo di neutralizzare uno degli incroci più pericolosi della città, quello tra via Montesanto e viale Trieste, dove molti negli anni sono stati gli incidenti, alcuni anche mortali.

Al termine della Giunta hanno espresso grande soddisfazione sia il Sindaco Salvatore Perugini che il Vice
Sindaco e Assessore ai Lavori pubblici Franco Ambrogio.

I due amministratori sottolineano come si stia avviando rapidamente a compimento il progetto ampio che interessa il centro città e che avrà ricadute non indifferenti su tutte le attività che qui si svolgono e che sono
fondamentali per l’economia cittadina come pure per l’ innalzamento della qualità della vita dei cittadini.

“L’opera –dicono Perugini e Ambrogio - si inserisce nel quadro delle priorità individuate per il centro di Cosenza.

Mentre già dopo Natale inizieranno i lavori sull’area di via Arabia e dopo la recente approvazione del progetto
definitivo di ristrutturazione del corso fino a viale Trieste, il nuovo provvedimentosi inserisce come completamento ideale per una grande area pedonale che sempre più dovrà qualificarsi anche per qualità dei servizi e del commercio.

Corso Mazzini, con le sue caratteristiche di area commerciale e museale all’aperto, acquista sempre maggiore valore quale centro d’eccellenza per i cosentini e per chi viene da fuori città.

E, fra non molto, sarà ancora più facilmente raggiungibile grazie alla metropolitana leggera, della quale è alle porte il bando di gara per l’appalto dei lavori.

Insomma,ogni tassello sta andandoal suo posto e l’Amministrazione comunale è ben lieta di svolgere la sua parte.

L’auspicio è che questo disegno venga accompagnato adeguatamente da parte degli imprenditori privati, che devono saper cogliere questa occasione di sviluppo potenziandola con un’offerta di servizi e di commercio di qualità.”
Il progetto, per un importo complessivo di 2.600.000 euro, è stato inserito nel Piano delle Opere pubbliche
2009-2011 approvato dal Consiglio nel marzo scorso e l’intervento sarà realizzato attraverso mutui.

 

Mentre il centro storico langue, e i palazzi storici rimangono nell'anonimato perchè non vi è una sufficiente segnaletica in quanto per questo il comune batte continuamente cassa per poi trovare i danee per progetti quasi utopici, mentre i palazzi del centro storico zittiscono perchè non vi è un veicolo che possa far raccontare le loro storie.

Se volete sapere come potrebbe finire Cosenza con quest'amministrazione di scavatori, guardate il cartoon qui sotto che potrebbe adattarsi alla perfezione ai cervelloni di palazzo dei bruzi.

Yes, we can berlusconiano

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Siamo all'apoteosi, dopo che tutti si sono riempiti la bocca, chi più e chi meno, meritatamente adesso il famoso solgan "yes, we can" di Obama, lo vogliono adottare i berlusconiani che correranno alle regionali calabresi, e nello specifico Misaggi, così come scrive calabria ora del 24/11/2009.

Non che lo slogan sia coperto da copyright, ma per cucirsi addosso lo slogan di Obama, si deve essere almeno un pò obamiani.

Obama, come anche Hillary Clinton, hanno cavalcato la rete, per essere più vicini possibile ai propri elettori, e ancora Obama dopo aver vinto le elezioni, utilizza la rete per discutere sulle leggi con i suoi elettori.

Berlusconi & co. se non odiano la rete poco ci manca, anche se la sinistra non fu da meno come abbiamo visto nel post precedente, ricordiamo che Berlusconi & co. dall'inizio della legislatura cercarono di:

Insomm, se Obama è l'uomo della rete, come si può usare il famoso slogan di Barack Hussein Obama, e quindi fregiarsi di essere obamiani, nel momento in cui si cercano di mettere pali e paletti, lacci e lacciuoli alla rete?

Le tragedie nelle carceri italiane

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Parlndo in questi giorni della vicenda di Stefano Cucchi(ma non dimentichiamoci delle altre 81 persone decedute in carcere nel 2009, alcune in circostanze da verificare, come ci dice il fatto quotidiano del 3 novembre 2009) Claudio Dionesalvi ha ricordato la tragedia del cosentino Massimo Esposito, il ventitreenne morto nel carcere di Lecce il 30 novembre 1997:

MA VE LO RICORDATE "NANA'"?

L’omicidio del giovane Stefano Cucchi riapre il dibattito sulle condizioni dei detenuti. Ma ve lo ricordate Massimino “Nanà”? Quando in Italia si applicano le leggi speciali, non esiste più lo Stato di diritto

di: Claudio Dionesalvi

Sette anni fa sono stato detenuto in carcere per sette giorni. Nel trasportarmi dalla questura alla galera, con me i poliziotti furono molto corretti. Non so se mi trattarono con umanità perché il mio arresto era avvenuto per ragioni politiche oppure se mi protesse l’attenzione che l’opinione pubblica riservò sin da subito all’intera vicenda. Di certo, neanche mi ammanettarono, in quella prima fase del breve tour che feci all’inferno. Ma non è questo il trattamento riservato di solito ai detenuti comuni. Botte, vessazioni e soprusi sono prassi diffusa. Dal momento in cui ti dichiarano in arresto, devi essere fortunato, trovare gente tranquilla. Una volta giunto in cella, sperare che ti mettano insieme ad un boss. Magari sarai costretto ad osservare abitudini conventuali, come andare a letto alle 9 di sera o evitare di dire parolacce. Però, se entrerai nelle sue grazie, puoi star sicuro che nessuno ti farà del male. Fuori no, ma in galera la malavita rispetta ancora delle regole. E nella maggioranza dei casi, è rispettata dalle guardie penitenziarie, dagli altri detenuti e dai direttori degli istituti di pena! In questi giorni si sta parlando tanto della morte di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni fermato per droga il 15 ottobre scorso al Parco degli Acquedotti e morto il 22 mattina, vittima di un pestaggio in una cella di sicurezza del tribunale di Roma. C’è il rischio che si pensi a questa tragedia come ad un episodio, un’eccezione. In realtà, il pestaggio di Stefano è consuetudine nei confronti di tossicodipendenti, migranti, ultrà, rapinatori, detenuti privi di protezioni. Chi ricorda più la tragedia del cosentino Massimo Esposito, il ventitreenne morto nel carcere di Lecce il 30 novembre 1997? Le lenzuola insanguinate, lividi sul collo e sulla schiena, un fisico consunto e dimagrito. Si presentava così il cadavere di Massimino, “Nanà” per gli amici del quartiere via Popilia, Ultrà Cosenza delle Brigate dell’ultimo lotto. Era stato arrestato perché ritenuto responsabile di una tentata rapina. Nei giorni successivi alla sua scomparsa, la famiglia aveva sollevato pesante dubbi sulle cause del decesso. Massimo sarebbe rimasto vittima di un pestaggio o un’aggressione all’interno della propria cella. Nonostante la determinazione e il coraggio della sorella Loredana e di tutti i familiari, non si arrivò mai ad una verità giudiziaria. Ogni volta che si provava ad avere risposte dai tribunali, sembrava di addentrarsi in una nebbia fitta ed impenetrabile. Oggi soltanto in curva, grazie soprattutto ai suoi amici fraterni delle Brigate, Massimo è ricordano da slogan e striscioni. Che si parli di galere, stadi di calcio o marciapiedi, i dati ufficiali condannano lo Stato italiano. Le polizie di questo Paese non sono meno crudeli degli apparati repressivi di tanti altri Paesi, considerati più “incivili” sul piano delle garanzie e del diritto. Nelle carceri italiane muoiono in media 150 detenuti l’anno, dei quali un terzo circa per suicidio (1.005 casi accertati, dal 1990 ad oggi), un terzo per cause immediatamente riconosciute come “naturali”, e il restante terzo per “cause da accertare”, che indicano tutti i casi nei quali viene aperta un’inchiesta giudiziaria. Intorno agli stadi di calcio, dal 1962 ad oggi, delle 16 vittime di episodi violenti, 6 sono state uccise dalle divise al servizio dello Stato. Dal 1975 - data di approvazione della legge Reale - al 1990, ben 625 persone, la maggior parte delle quali disarmate, sono rimaste vittime dei proiettili di poliziotti, carabinieri e finanzieri. Oggi, come negli anni settanta, quando in Italia entrano in vigore leggi speciali, non c’è codice penale, avvocato, giudice o parlamento che possa intervenire. “La morte non è uguale per tutti”.

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